L’Italia in Antartide
scarica il pannelloLa partecipazione dell’Italia alla ricerca scientifica in Antartide è relativamente recente. Prima dell’istituzione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), l’interesse dell’Italia fu assai limitato.
L’ufficiale della Regia Marina Italiana Giacomo Bove, assieme al politico e geografo Cristoforo Negri, per primo propose di realizzare una spedizione italiana in Antartide con un denso programma di ricerche scientifiche. Le Istituzioni italiane però non sostennero l’impresa e nel 1881 Giacomo Bove si limitò a guidare una spedizione nella Terra del Fuoco, senza mai raggiungere l’Antartide.
In occasione dell’Anno Geofisico Internazionale (AGI), il geologo Ardito Desio, reduce dalla conquista del K2, pianificò una spedizione che avrebbe dovuto attraversare l’Antartide, ma che non ebbe luogo. La partecipazione italiana alle attività in Antartide si limitò alla permanenza, per 13 mesi, presso la Base Scott del tenente di vascello Franco Faggioni che, su mandato del governo italiano fu ospite della Nuova Zelanda e operò come sismologo. Nel 1962, Desio fu comunque il primo italiano a raggiungere il Polo Sud.
Nell’estate australe, su iniziativa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e del Club Alpino Italiano e con il supporto della Nuova Zelanda, un gruppo di ricercatori italiani effettuò una spedizione scientifica nella Terra Vittoria settentrionale. Successivamente, il CNR organizzò altre due spedizioni scientifiche (1973-74 e 1976-77), anche queste in Terra Vittoria e in collaborazione con la Nuova Zelanda.
L’Italia ratificò il Trattato sull’Antartide e l’anno successivo il CNR formulò il primo programma di ricerche in Antartide. Dal 1981 fino all’istituzione del Programma Nazionale Ricerche in Antartide (PNRA), avvenuta nel 1985, gruppi di ricercatori svolsero brevi spedizioni scientifiche e ricognizioni, ospiti dei programmi antartici di altri Paesi.
Con la legge n. 284, al fine di assicurare la partecipazione italiana al Trattato sull’Antartide, fu autorizzato, per il periodo 1985-1991, un programma di ricerche scientifiche e tecnologiche. Nello stesso anno si realizzò la prima spedizione nazionale e fu identificato il luogo dove installare la base. L’anno successivo iniziò la costruzione della stazione di ricerca Baia Terra Nova” che in seguito prese il nome di Mario Zucchelli, figura chiave nell’organizzazione delle spedizioni e nella realizzazione delle infrastrutture. Due anni dopo, avendo dimostrato il proprio impegno nella ricerca antartica e i rilevanti risultati conseguiti, l’Italia fu ammessa come membro consultivo, con diritto di voto, del Trattato sull’Antartide.
Il PNRA divenne membro effettivo dello Scientific Committee on Antarctic Research (SCAR), organismo che coordina la ricerca scientifica e le collaborazioni internazionali in Antartide e nell’Oceano Meridionale.
Nel 1991, grazie ai risultati conseguiti nel quinquennio precedente, fu promulgata una legge che stabilì che il PNRA continuasse senza limiti temporali e prevedeva che almeno il 20% delle risorse finanziarie disponibili fosse destinato alle collaborazioni internazionali.
Con la stessa legge fu istituito il Museo Nazionale dell’Antartide, con il compito di conservare e valorizzare i reperti acquisiti nel corso delle spedizioni e di promuovere la diffusione dei risultati scientifici.
Dal 1985 fino a oggi, ogni anno si è svolta una nuova spedizione; le tematiche di ricerca si sono ampliate; trasporti e infrastrutture sono stati potenziati con adeguamenti tecnologici mirati a ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente. Anche l’assetto organizzativo è via via cambiato, fino all’attuale, definito dal Decreto Interministeriale 170 del 20 luglio 2022.
Prima spedizione CNR (1968-69):
da sinistra a destra, la guida alpina Alessio Ollier, il metereologo Carlo Stocchino, il geologo Marcello Manzoni, l’alpinista Carlo Mauri, l’alpinista Ignazio Piussi e il geologo Aldo Segre
Seconda spedizione CNR (1973-74):
da sinistra, il geologo prof. Marcello Manzoni, il logistico antartico neozelandese Colin Montheath e l’alpinista Ignazio Piussi sulla cresta est del monte Lister
Terza spedizione CNR (1976-77):
campo provvisorio di addestramento neozelandese, Mare di Ross. Con l’avvio del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide le attività di addestramento del personale ricercatore e tecnico di Spedizione vengono svolte in Italia presso strutture dell’ENEA e del Corpo degli Alpini


