Ricerche oceanografiche e aree marine protette
scarica il pannelloIl Mare di Ross è una regione cruciale per il clima della Terra. Qui, a partire dalle acque fredde e salate che si formano lungo la piattaforma continentale antartica si origina circa il 25% delle masse d’acqua dense che affondano fino alle profondità oceaniche e alimentano la circolazione globale, regolando la distribuzione del calore negli oceani e il ciclo globale del carbonio.
Le campagne oceanografiche italiane studiano la formazione e la dinamica delle acque antartiche e il loro impatto climatico. Già durante le traversate tra la Nuova Zelanda e l’Antartide, si raccolgono dati per delineare la struttura delle zone di incontro tra acque con caratteristiche diverse.
L’oceano è considerato un pozzo per la CO₂, per il fatto che ne assorbe significative quantità dall’atmosfera, grazie alla forte attività biologica e alla capacità delle acque fredde di tenerla in soluzione.
Le recenti ricerche italiane hanno evidenziato che l’Oceano Meridionale può diventare anche una sorgente di CO₂, quando le acque profonde, ricche di CO₂ accumulata nel tempo, risalgono verso la superficie (fenomeno di upwelling), rilasciando significative quantità di questo gas nell’atmosfera. Capire quando e perché avviene questa modifica del comportamento dell’oceano da pozzo a sorgente è di fondamentale importanza per prevedere l’evoluzione del sistema climatico globale.
Dal 1994, nel Mare di Ross è attivo un osservatorio marino, che utilizza strumenti fissati sul fondo dell’oceano (mooring) per effettuare registrazioni continue nel tempo dei principali parametri dell’oceano: temperatura, salinità, correnti, ossigeno e nutrienti. Ciò consente di osservare le variazioni dell’oceano su scale diverse: dai cambiamenti giornalieri fino alle tendenze che si sviluppano nel corso di decenni.
Studiare questi cambiamenti a lungo termine è fondamentale per capire come si modificano le acque antartiche e quale impatto tutto questo può avere sulla circolazione oceanica globale e sul clima della Terra. Il Mare di Ross è il più grande ecosistema dell’Oceano Meridionale, con caratteristiche uniche e un livello di biodiversità superiore alle altre zone.
Mappa del mare di Ross con l’ubicazione di tutti gli ormeggi oceanografici installati dal 1995 nell’ambito di progetti finanziati dal PNRA. I 5 ormeggi attualmente attivi, gestiti dall’osservatorio marino permanente del PNRA nel mare di Ross (MORSea), sono indicati con dei rombi rossi. I rombi grigi rappresentano gli ormeggi installati nell’ambito di precendenti progetti PNRA non più attivi
In collaborazione con Cina, Repubblica di Corea e Stati Uniti, l’Italia ha contribuito all’istituzione, e svolge un ruolo attivo nella gestione, di quattro ASPA (Aree Antartiche Specialmente Protette) nella Terra Vittoria settentrionale. La Stazione Mario Zucchelli, situata sulla costa all’interno dell’Area Marina Protetta della regione del Mare di Ross, supporta numerose attività di ricerca su biodiversità, dinamica degli ecosistemi, processi microbici e biogeochimici e cambiamenti ambientali.
Nell’area di Baia Terra Nova la presenza di una polinia, ossia un’area marina perennemente libera dal ghiaccio e circondata dalla banchisa, ha permesso lo sviluppo di un ecosistema unico per la biodiversità. I risultati delle ricerche svolte dal PNRA hanno permesso di ottenere lo status di Aree Antartiche Specialmente Protette (ASPAs) per quattro siti costieri di questa parte del Mare di Ross.
Le ricerche effettuate da scienziate e scienziati italiani e internazionali nell’area del Mare di Ross hanno portato la Commissione per la Conservazione delle Risorse Marine Viventi dell’Antartide (CCAMLR), a riconoscere l’unicità di questo vasto ecosistema marino e ad approvare, nel 2017, l’istituzione della più grande area marina protetta del mondo, con 1,55 milioni di km quadrati.
Nel 72% dell’area protetta è vietata qualsiasi attività di pesca, mentre altri settori è consentita la raccolta di alcuni pesci e del krill per scopi scientifici.
ASPA 161 – Baia Terra Nova (Italia) ospita ricchi ecosistemi marini bentonici e costieri.
ASPA 165 – Edmonson Point (Italia) è uno dei migliori esempi di biodiversità terrestre antartica ed è utilizzato come riferimento per studi ecologici e sul cambiamento climatico.
ASPA 173 – Cape Washington e Silverfish Bay (Italia, Stati Uniti) ospita una delle più grandi colonie di pinguino imperatore accessibili per l’osservazione scientifica diretta ed è l’unica area nota di nursery per l’Antarctic silverfish (Pleuragramma antarcticum).
ASPA 178 – Inexpressible Island e Seaview Bay (Cina, Italia, Repubblica di Corea) supporta popolazioni significative di pinguini Adelia (Pygoscelis adeliae) e stercorari antartici (Stercorarius maccormicki)
L’ASPA 161 è protetta per la sua elevata biodiversità, gli habitat bentonici incontaminati e la presenza di specie chiave che sostengono funzioni ecologiche essenziali. Tra queste, la capasanta antartica Adamussium colbecki svolge un ruolo centrale, raggiungendo elevate biomasse e densità. L’immagine mostra tre specie comuni lungo le coste di Baia Terra Nova: il bivalve Adamussium colbecki (E. A. Smith, 1902), la stella marina Odontaster validus (Koehler, 1906) e il riccio di mare Sterechinus neumayeri (Meissner, 1900) (a destra, ricoperto di alghe)
ASPA 165 – Dal 1994, i ricercatori monitorano la colonia di pinguini Adelia (Pygoscelis adeliae) registrando nidi, uova e pulcini durante la stagione riproduttiva, al fine di stimare la dimensione della popolazione e i tassi di sopravvivenza in relazione ai cambiamenti climatici. Oltre ai dati demografici, vengono condotte analisi ecotossicologiche utilizzando metodi non distruttivi su campioni biologici per valutare l’esposizione a contaminanti organici e i loro effetti sulla specie e sull’ecosistema




