Lo spazio visto dall’Antartide
scarica il pannelloL’Antartide è un luogo speciale per osservare il cielo e studiare le particelle provenienti dallo spazio. La Stazione Concordia grazie all’altitudine, alla ridottissima umidità legata alle basse temperature, alla stabilità delle condizioni ambientali, alla mancanza di inquinamento luminoso e di disturbi a radiofrequenza e al buio quasi assoluto durante l’inverno australe, si trova in uno dei siti più adatti dell’intera superficie terrestre per effettuare osservazioni astrofisiche.
In estate è possibile osservare il Sole a lungo e ininterrottamente e durante l’inverno anche le osservazioni astronomiche notturne più sensibili sono senza eguali. Inoltre, la posizione geografica permette l’ingresso dei raggi cosmici di energia più bassa, i più abbondanti, rendendone possibile lo studio.
Per questo motivo a Dome C, presso la Stazione Concordia, sono installati numerosi telescopi e strumenti sofisticati per lo studio delle prime tracce della formazione del nostro universo, della formazione delle galassie, della nascita delle stelle e dei pianeti, delle interazioni fra il Sole e la Terra.
Telescopi per osservazioni astronomiche
Il telescopio Infrared Telescope Maffei (ex IRAIT) da 80 cm di apertura è utilizzato per lo studio di sistemi stellari negli stadi finali della loro evoluzione, di regioni in cui le stelle si stanno formando e di sistemi planetari e pianeti extrasolari.
Mentre il più grande COCHISE, da 260 cm di apertura, ha eseguito osservazioni di cosmologia nelle lunghezze d’onda millimetrica e sub‐millimetrica e, nel prossimo futuro, sarà dedicato, tramite il progetto SOLARIS, a monitorare l’attività del Sole, studiando l’evoluzione delle regioni attive che producono le tempeste solari.
Nella prima foto: Infrared Telescope Maffei, nella seconda foto: Telescopio COCHISE, nella terza foto: cielo sopra Concordia osservato dal Infrared Telescope Maffei
Strumenti per la Radiazione Cosmica nelle Microonde (CMB, Cosmic Microwave Background)
La CMB è un’eco del Big Bang e trasporta informazioni provenienti dall’Universo primordiale, quando aveva circa 380.000 anni ed era mille volte più caldo e un miliardo di volte più denso di adesso. Ha attraversato tutte le fasi dell’evoluzione dell’Universo, quindi studiarla in dettaglio è come leggere un libro di storia dell’Universo.
Esperimenti come MiPol hanno analizzato la luce della CMB per capire la sua polarizzazione (ovvero come è orientata l’oscillazione delle onde elettromagnetiche che la formano), mentre BOOMERanG, tramite osservazioni da pallone stratosferico, ha creato le prime mappe dettagliate dell’Universo primordiale e della sua polarizzazione.
Nei prossimi anni, presso la Stazione Concordia, verrà installato COSMO (COSmic Monopole Observer), uno strumento ancora più potente per studiare tracce lasciate dalle prime strutture formate nell’Universo e da processi ipotetici come il decadimento di materia oscura.
Strumenti per studiare l’influenza dell’attività del Sole su magnetosfera e ionosfera
La magnetosfera e la ionosfera sono due ‘scudi’ invisibili che avvolgono la Terra, proteggendola dalle particelle cariche che arrivano dal Sole. Quando il Sole emette particelle energetiche, queste viaggiano verso la Terra e possono causare delle tempeste magnetiche.
Queste tempeste sono spesso visibili attraverso le aurore polari e possono anche influire su alcune tecnologie che usiamo tutti i giorni, come i sistemi di comunicazione, la navigazione aerea e le reti elettriche.
Per studiare meglio come il Sole interagisce con la Terra, si usano strumenti avanzati, soprattutto in Antartide. A causa della posizione geografica vicino al polo geomagnetico, le particelle solari entrano più facilmente nella nostra atmosfera e vengono studiate con magnetometri, radar ionosferici e sistemi GPS. A Concordia è presente un radar della rete SuperDARN, per studiare le particelle cariche nello spazio vicino, le loro interazioni con l’atmosfera, i loro effetti sulle infrastrutture.



