La vita in Antartide

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Il continente antartico e i suoi mari sono abitati da organismi adattati a condizioni estreme. Esempi di perfetto adattamento all’ambiente si trovano tra i microrganismi che possono vivere all’interno delle rocce (fenomeno noto come endolitismo), in laghi subglaciali o acque ipersaline, o racchiusi nel ghiaccio.

La vegetazione antartica

Non ci sono piante da fiore nella parte continentale: le uniche due specie si trovano in Penisola Antartica e la vegetazione terrestre è limitata a muschi, alghe e licheni che colonizzano le rocce con vivaci escrescenze rosse, arancioni e gialle. Durante l’estate, i licheni verdi che crescono sulla roccia nuda possono raggiungere l’altezza di alcuni centimetri dando, a distanza, l’impressione di un prato.

Krill antartico (Euphausia superba) osservato al microscopio, con numerose strutture visibili – Credit: Uwe Kils, via Wikimedia Commons

LBM1948, Yalour Islands, Antarctica – Credit: Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Vita sulle coste e nel mare

Nelle aree costiere troviamo uccelli, come i pinguini e gli skua, e mammiferi marini, come le foche, che vivono e si riproducono, traendo sostentamento dall’ambiente marino. Infatti, se la parte emersa è per lo più un deserto di ghiaccio, ornato da sparse oasi lungo la costa, i fondali marini ospitano una straordinaria varietà delle forme viventi. Essi sono abitati da oltre 8.000 specie di organismi bentonici e oltre un centinaio di specie di pesci che vivono sul fondale, tra cui gli icefish, pesci dal sangue incolore, senza emoglobina, risultato di una storia di adattamento all’ambiente che non ha eguali sul nostro pianeta.

Al largo dell’Oceano Meridionale, grandi quantità di krill antartico sono cibo per pesci, pinguini e balene, supportando una rete alimentare ricca e diversificata, importante per la produttività degli oceani.

La fauna terrestre

Se la vegetazione è singolare, la fauna antartica non è meno particolare. Nell’entroterra gli animali più grandi sono invertebrati delle dimensioni di pochi millimetri, tardigradi, nematodi, rotiferi, acari e collemboli.

Questi animali hanno sincronizzato perfettamente la loro vita con i ritmi delle stagioni e sopravvivono alle basse temperature invernali, entrando in una condizione di dormienza per tornare attivi in estate, quando il ghiaccio fonde nuovamente.

Tardigrado Mopsechiniscus franciscae, osservato al microscopio elettronico a scansione. L’asterisco indica la bocca, utilizzata per perforare le pareti cellulari di piante o batteri ed estrarne il contenuto.

Antarctic silverfish

Questo piccolo pesce pelagico ha una strategia riproduttiva particolare, scoperta nell’ambito di ricerche del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), con uova che si sviluppano tra le lamelle di ghiaccio che si formano d’inverno al di sotto del ghiaccio costiero.

L’area di incubazione e schiusa delle uova, adiacente a Baia Terra Nova, resta ad oggi l’unica descritta per la specie.